La Valutazione neuropsicolgica
La valutazione neuropsicologica è uno strumento di fondamentale importanza per stabilire il funzionamento cognitivo della personale come la memoria, il linguaggio, l’attenzione, le funzioni visuo-spaziali ed esecutive. Si avvale di un colloquio clinico e di test standardizzati con l’obiettivo di valutare in modo approfondito le capacità cognitive di una persona, mettendo in evidenza quelle deficitarie e quelle preservate.
Quando può essere utile effettuare una valutazione neuropsiclogica?
Una valutazione neuropsiclogica è consigliata per esempio nel caso di sospetto decadimento cognitivo, per monitorare i cambiamento fisiologici legati all’invecchiamento cerebrale, decadimento conclamato, trauma cranico, ictus o tumore cerebrale o per monitorare nel tempo l’evoluzione del quadro cognitivo.
Come si svolge una valutazione neuropsicologica?
La valutazione neuropsicologica è costituita da un colloquio anamnestico con il paziente, dall’osservazione clinica e qualitativa, dalla somministrazione di test neuropsicologici carta e matita e da un colloquio con i familiari.
La durata della valutazione dipende dalla problematica riportata e dal tipo di valutazione ( I o II livello), solitamente va da 45 muniti a circa 90 minuti. Può essere effettuata in un’unica seduta o può richiedere più sedute nel caso di approfondimenti e per non affaticare troppo la persona.
Valutazione di I livello: è costituita da un esame generale del quadro cognitivo di una persona. Offre una panoramica su eventuali fragilità nei domini cognitivi che potrebbero richiedere successivamente una valutazione più approfondita.
Valutazione di II livello: è una valutazione che include la somministrazione di una batteria di test neuropsiclogici scelti con lo scopo di esplorare in modo approfondito alcune funzioni cognitive che sono risultate carenti alla valutazione di primo livello o che potrebbero essere comunque rilevanti rispetto alla storia clinica del paziente.
La stimolazione cognitiva
La stimolazione cognitiva è un insieme di attività che hanno l’obiettivo di mantenere attive le funzioni cognitive come la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le funzioni esecutive / visuo-spaziali, il ragionamento) attraverso l’utilizzo di esercizi mirati.
L’obiettivo è quello di rallentare il declino cognitivo, potenziare le abilità residue, in modo tale che la persona possa mantenere il più possibile le proprie autonomie e migliorare la qualità di vita.
La stimolazione cognitiva è utile sia in un’ottica preventiva, per allenare e mantenere attive le proprie capacità cognitive sia come terapia non farmacologico rivolta a persone con decadimento cognitivo lieve-moderato per migliorare il proprio benessere.